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	<title>AISSECO &#187; Documenti</title>
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	<description>Associazione Italiana Studi di Storia dell&#039;Europa Centrale e Orientale</description>
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		<title>1915 – 1919 Italia e Cecoslovacchia</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Dec 2012 09:18:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Pubblichiamo l’intervento del socio Francesco Leoncini tenutosi in occasione del convegno “1915 – 1919 Italia e Cecoslovacchia: la Legione ceco-slovacca e il riscatto dall’Austria-Ungheria” che si è svolto in data 15 dicembre 2012 a Padula. &#8220;Ho più volte espresso il convincimento che bisogna partire dal Sud d’Italia per studiare la storia dell’Europa centrale. Da Palermo [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://aisseco.org/wp-content/uploads/2012/12/legione-cecoslovacca.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3589" title="legione cecoslovacca" src="http://aisseco.org/wp-content/uploads/2012/12/legione-cecoslovacca-300x257.jpg" alt="" width="300" height="257" /></a>Pubblichiamo l’intervento del socio Francesco Leoncini tenutosi in occasione del convegno “1915 – 1919 Italia e Cecoslovacchia: la Legione ceco-slovacca e il riscatto dall’Austria-Ungheria” che si è svolto in data 15 dicembre 2012 a Padula.</p>
<h2><span style="font-size: small;">&#8220;Ho più volte espresso il convincimento che bisogna partire dal Sud d’Italia per studiare la storia dell’Europa centrale. Da Palermo Federico II di Svevia governava il Sacro Romano Impero e concedeva con la Bolla siciliana del 1212 la dignità regia al duca boemo Otakar I e ai suoi successori. Gli Angioini si estesero dall’Italia meridionale al Regno d’Ungheria, che con Luigi d’Angiò ebbe la sua massima espansione, dal Baltico all’Adriatico. Pochi sapevano che a Padula, in provincia di Salerno, nell’imponente Certosa di San Lorenzo, non seconda a Montecassino, erano stati sistemati negli anni del Primo conflitto mondiale gran parte dei prigionieri e disertori cechi e slovacchi, molti dei quali andarono a formare, come volontari, la Legione “czeco-slovacca”, che si batté con gli italiani sul Piave e nel Trentino negli ultimi mesi della guerra e fu poi citata nel Bollettino della Vittoria. La sua costituzione fu conseguenza diretta del “Congresso di Roma dei popoli soggetti all’Austria-Ungheria” tenutosi tra l’8 e il 10 aprile 1918 che segnò una svolta nella politica estera italiana, bloccata da tempo sulla pregiudiziale anti-jugoslava e ferma nella convinzione che dopo il Patto di Londra, con il quale l’Italia era passata dalla neutralità all’intervento a fianco dell’Intesa, fosse ancora possibile il mantenimento in vita della Monarchia asburgica, pur privata di città essenziali per i suoi commerci e la sua sicurezza come Trieste e Pola. Vi era stato un ritorno alle idealità mazziniane, basate su un’alleanza strategica tra il Risorgimento e  la rinascita dell’autocoscienza nazionale delle popolazioni slave, in particolare con quelle dell’area balcanica che aspiravano a realizzare la “Grande Illiria”. Questa era stata vista dai governi post unitari come una possibile concorrente sull’Adriatico, cosa che appariva del tutto infondata nel momento in cui si fosse realizzata l’acquisizione della Venezia Giulia e dell’Istria. Ma si erano manifestate anche urgenti esigenze di carattere militare. L’uscita di scena della Russia con la pace di Brest Litowsk,  il 3 marzo, permetteva ai comandi austriaci di concentrare tutta la loro potenza di fuoco sul fronte italiano, era pertanto necessario chiamare a raccolta tutte quelle forze e quei movimenti che nel corso del conflitto si erano dichiarati per l’abbattimento della Monarchia. Il Comitato ceco-slovacco che si  era costituito a Parigi fin dal 1915 poteva contare su una personalità di assoluto rilievo internazionale quale Tomáš Garrigue Masaryk, intellettuale di spicco e anticonformista nella Praga di fine Ottocento, e su una personalità come quella di Milan Rastislav Štefánik, scienziato di grande  esperienza, di origine slovacca ma emigrato in Francia per approfondire i suoi studi di astronomia e che si era subito arruolato nell’Armée all’inizio della guerra, successivamente passato alla nascente aviazione e incaricato di importanti missioni da parte del Maresciallo Foch. Ad essi si era unito presto il più diretto allievo di Masaryk, Edvard Beneš, che dimostrerà fin dall’inizio le sue qualità di gran tessitore diplomatico. Serbi e croati da parte loro avevano raggiunto a Corfù nel luglio 1917 un accordo per la creazione di uno Stato jugoslavo ed un’intesa con l’Italia  nel marzo del ’18, anche se lasciava nel vago la questione dei confini. Beneš avrebbe voluto organizzare a Parigi una grande assise internazionale per richiamare l’attenzione delle potenze belligeranti sulle richieste dei popoli soggetti agli Asburgo e per i quali gli esponenti politici all’estero reclamavano ormai l’indipendenza. Non vi era stata infatti una esplicita dichiarazione da parte dei governi alleati in favore dei loro obiettivi. Fu il deputato liberal-radicale Andrea Torre, appartenente al filone mazziniano dell’ambiente politico italiano, a impegnarsi per spostare a Roma la progettata Conferenza parigina, appoggiato in questo dal presidente del Consiglio Vittorio Emanuele Orlando. La convergenza di interessi ideali e strategici ebbe come conseguenza una netta presa di posizione, a partire dall’aprile di quell’anno, per la distruzione dell’Impero austro-ungarico. Immediato corollario fu la stipula il 21 dello stesso mese di una Convenzione con  il Comitato ceco-slovacco di Parigi rappresentato da Štefánik per l’istituzione di una Legione giuridicamente sottoposta all’autorità di quest’ultimo, cosa che ne significò il riconoscimento come governo de facto. Va ascritto a merito della Società cooperativa “Nova Civitas” di Padula, diretta dall’avvocato Caterina Di Bianco e dal prof. Vincenzo Maria Pinto, aver riproposto con una iniziativa di rilievo internazionale tutto il complesso delle vicende politiche, diplomatiche e militari che hanno segnato la formazione dello Stato comune dei cechi e degli slovacchi ma nello stesso tempo di aver richiamato l’attenzione della storiografia italiana su un episodio a lungo trascurato e considerato “minore”. Si trattò invece di un momento “alto”  della politica italiana. Esso costituì il superamento della Realpolitik sonniniana in una prospettiva che riconduceva l’Italia a diventare il punto di riferimento ideale dei movimenti di riscatto nazionale dei popoli dell’Europa centrale e offriva ad essa l’occasione di agganciarsi alle grandi democrazie occidentali. La classe politica di allora non seppe essere all’altezza di questo compito e ripiegò dopo la fine del conflitto su una linea di mero e contraddittorio rivendicazionismo territoriale riprendendo un atteggiamento di ostilità verso il processo unificatore jugoslavo e raffreddando di conseguenza i rapporti con la neonata Repubblica cecoslovacca. E’ fortemente auspicabile che questa riuscitissima manifestazione nella splendida Certosa di San Lorenzo costituisca l’avvio di un rinnovato interesse verso la storia dell’area danubiano-balcanica e del ruolo di quella corrente liberal-democratica di ispirazione mazziniana che venne travolta prima dal fascismo e dopo la Seconda guerra mondiale dalla contrapposizione fra i blocchi. &#8220;</span></h2>
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		<title>America and Katyń</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Sep 2012 08:32:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Riportiamo alcuni articoli sulle nuove informazioni da parte del United States National Archives sul massacro di Katyń e il commento pubblicato su Eastern Approaches United States National Archives: Records Relating to the Katyn Forest Massacre at the National Archives The Associated Press: AP Exclusive: Memos show US hushed up Soviet crime Eastern Approaches: Secrets beyond [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://aisseco.org/wp-content/uploads/2012/09/katyn.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3218" title="katyn" src="http://aisseco.org/wp-content/uploads/2012/09/katyn.jpg" alt="" width="250" height="181" /></a>Riportiamo alcuni articoli sulle nuove informazioni da parte del United States National Archives sul massacro di Katyń e il commento pubblicato su Eastern Approaches</p>
<p><strong>United States National Archives: <a href="http://www.archives.gov/research/foreign-policy/katyn-massacre/index.html" target="_blank">Records Relating to the Katyn Forest Massacre at the National Archives</a></strong></p>
<p><strong>The Associated Press: <a href="http://www.google.com/hostednews/ap/article/ALeqM5gkbJog6uD8Oe__PvLlPdqEylp50Q?docId=0ca84f8ff4cf48c3b823c78ed51722ef" target="_blank">AP Exclusive: Memos show US hushed up Soviet crime</a></strong></p>
<p><strong>Eastern Approaches: <a href="http://www.economist.com/blogs/easternapproaches/2012/09/america-and-katy%C5%84?fsrc=gn_ep" target="_blank">Secrets beyond the grave</a></strong></p>
<p>Segnaliamo anche la ripubblicazione del 2009 dell&#8217;indagine del luminare Vincenzo M. Palmieri sui fatti di Katyn del 1943: <a href="http://aisseco.org/katyn-una-verita-storica-negata/">Katyń. Una verità storica negata </a>.</p>
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		<title>IL PAESE SMEMORATO TRASCURA GLI EROI</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Aug 2012 18:41:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Riportiamo dal sito del Corriere della sera l&#8217;articolo di Federigo Argentieri su Girogo Perlasca, in occasione del ventennale dalla sua morte. Perché l&#8217; Italia dimentica i suoi eroi? Questa domanda spicca sulla copertina del libro Giorgio Perlasca.Un italiano scomodo, di Dalbert Hallenstein e Carlotta Zavattiero, edito da Chiarelettere nel 2010. In quell&#8217; anno ricorreva il [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://aisseco.org/wp-content/uploads/2012/08/Giorgio-Perlasca.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3186" title="Giorgio Perlasca" src="http://aisseco.org/wp-content/uploads/2012/08/Giorgio-Perlasca.jpg" alt="" width="300" height="193" /></a>Riportiamo dal sito del Corriere della sera l&#8217;articolo di Federigo Argentieri su Girogo Perlasca, in occasione del ventennale dalla sua morte.</p>
<p><a href="http://archiviostorico.corriere.it/2012/agosto/18/PAESE_SMEMORATO_TRASCURA_GLI_EROI_co_9_120818085.shtml" target="_blank">Perché l&#8217; Italia dimentica i suoi eroi?</a> Questa domanda spicca sulla copertina del libro<a href="http://aisseco.org/giorgio-perlasca-un-italiano-scomodo/"> Giorgio Perlasca.Un italiano scomodo, di Dalbert Hallenstein e Carlotta Zavattiero</a>, edito da Chiarelettere nel 2010. <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2012/agosto/18/PAESE_SMEMORATO_TRASCURA_GLI_EROI_co_9_120818085.shtml" target="_blank">In quell&#8217; anno ricorreva il centenario della nascita di Perlasca, il cui ruolo nel salvataggio degli ebrei di Budapest è stato ricordato ieri sul «Corriere» da Sergio Romano, mentre è appena caduto il ventennale della sua morte, avvenuta a Padova il 15 agosto 1992.</a></p>
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		<title>L’Italia e il patto Ribbentrop-Molotov, 1939-1941</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jun 2012 09:28:32 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Ribbentrop-Molotov]]></category>
		<category><![CDATA[Stéphane Courtois]]></category>

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		<description><![CDATA[Riportiamo, dal Corriere delle Sera,  parte dell&#8217;intervento di Stéphane Courtois letto al convegno &#8220;L&#8217;Italia e il patto Ribbentrop- Molotov, 1939-1941&#8221; organizzato da AISSECO in collaborazione con Dipartimento di Scienze politiche Facoltà di Scienze Politiche, Sociologia, Comunicazione, Università di Roma La Sapienza, Guarini Institute for Public Affairs – John Cabot University,Dipartimento di Studi Internazionali Facoltà di Scienze [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://aisseco.org/wp-content/uploads/2012/05/patto-bomb.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2751" title="patto bomb" src="http://aisseco.org/wp-content/uploads/2012/05/patto-bomb-275x300.jpg" alt="" width="275" height="300" /></a>Riportiamo, dal Corriere delle Sera,  parte dell&#8217;intervento di Stéphane Courtois letto al convegno &#8220;<a href="http://aisseco.org/?p=2750">L&#8217;Italia e il patto Ribbentrop- Molotov, 1939-1941</a>&#8221; organizzato da AISSECO in collaborazione con Dipartimento di Scienze politiche Facoltà di Scienze Politiche, Sociologia, Comunicazione, Università di Roma La Sapienza, Guarini Institute for Public Affairs – John Cabot University,Dipartimento di Studi Internazionali Facoltà di Scienze Politiche – Università Roma Tre<br />
Istituto Italiano di Studi Germanici, Accademia Polacca, Institutum Romanum Finlandiae, Ambasciata di Lituania in Italia e Camera di Commercio italo-lituana svoltosi a Roma.</p>
<p>Stéphane Courtois, CNRS &#8211; Paris<br />
<a href="https://docs.google.com/open?id=0B6SHueyX825HbFZWUzcxYlBSUHM">Les pactes Molotov-Ribbentrop et le PCF</a></p>
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		<title>DALLA RDT ALLA RIUNIFICAZIONE – L’ESPERIENZA UMANA DEI TEDESCHI DELL’EST</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Mar 2012 18:46:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Aisseco è onorata di presentare il testo della conferenza Dalla RDT alla riunificazione &#8211; L&#8217;esperienza umana dei tedeschi dell&#8217;est, tenuta dal Professore  Luigi Vittorio Ferraris, Presidente di Aisseco,  presso la Casa di Goethe a Roma il 16 febbraio 2012. DALLA RDT ALLA RIUNIFICAZIONE – L’ESPERIENZA UMANA DEI TEDESCHI DELL’EST 1. Ho avuto la ventura di [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://aisseco.org/?attachment_id=2511" rel="attachment wp-att-2511"><img class="alignleft size-full wp-image-2511" title="do" src="http://aisseco.org/wp-content/uploads/2012/03/do.jpg" alt="" width="249" height="172" /></a>Aisseco è onorata di presentare il testo della <a href="http://aisseco.org/?p=2245">conferenza Dalla RDT alla riunificazione &#8211; L&#8217;esperienza umana dei tedeschi dell&#8217;est</a>, tenuta dal Professore  Luigi Vittorio Ferraris, Presidente di Aisseco,  presso la Casa di Goethe a Roma il 16 febbraio 2012.</strong></p>
<p><strong>DALLA RDT ALLA RIUNIFICAZIONE – L’ESPERIENZA UMANA DEI TEDESCHI DELL’EST</strong></p>
<p><a href="https://docs.google.com/open?id=0B6SHueyX825HcFdaakFpR2N6WUE">1. Ho avuto la ventura di svolgere un’attività abbastanza intensa, incentrata sull’insegnamento universitario, nei Nuovi Länder dal 1990 al 1994 e ne ho approfittato per conoscerli da vicino all’inizio della loro nuova vita democratica.</a></p>
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		<title>Václav Havel in memoriam</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 19:27:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[AISSECO è lieta di informare della pubblicazione Václav Havel in memoriam Textes suscités et rassemblés par Alain Soubigou Présentation, illustrations et notes par Eugène VáclavFaucher 2012 : n°1 (janvier 2012 CCP 410992L Paris. Prix de vente au numéro : 2€50 ; Abonnement 13 €]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://aisseco.org/?attachment_id=2275" rel="attachment wp-att-2275"><img class="alignleft size-medium wp-image-2275" title="loe" src="http://aisseco.org/wp-content/uploads/2012/02/loe-213x300.jpg" alt="" width="213" height="300" /></a>AISSECO è lieta di informare della pubblicazione</p>
<p><span style="font-size: medium;">Václav Havel in memoriam</span><br />
Textes suscités et rassemblés par Alain Soubigou<br />
Présentation, illustrations et notes par Eugène VáclavFaucher</p>
<p>2012 : n°1 (janvier 2012<br />
CCP 410992L Paris. Prix de vente au numéro : 2€50 ; Abonnement 13 €</p>
<p><a href="http://aisseco.org/?attachment_id=2274" rel="attachment wp-att-2274"><img class="alignleft size-full wp-image-2274" title="sonn" src="http://aisseco.org/wp-content/uploads/2012/02/sonn.jpg" alt="" width="680" height="90" /></a></p>
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		<title>Václav Havel</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 17:58:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[AISSECO è onorata di pubblicare il testo del prof. Gianlorenzo Pacini in memoria di Václav Havel, che sarà pubblicato su &#8220;Mondoperaio&#8221;: Havel scrittore e politico. Segnaliamo anche il testo del prof. Francesco Leoncini sul sito www.libertates.com: &#8220;Václav Havel tra &#8220;indignazione&#8221; e &#8220;ragion di Stato&#8221;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>AISSECO è onorata di pubblicare il testo del prof. Gianlorenzo Pacini in memoria di Václav Havel, che sarà pubblicato su &#8220;Mondoperaio&#8221;:</p>
<p><a href="https://docs.google.com/open?id=0B6SHueyX825HQWdEM1dIcHVpelk">Havel scrittore e politico.</a></p>
<p>Segnaliamo anche il testo del prof. Francesco Leoncini sul sito www.libertates.com: <a href="http://www.libertates.com/articoli/580-vaclav-havel-tra-qindignazioneq-e-qragion-di-statoq.html" target="_blank">&#8220;Václav Havel tra &#8220;indignazione&#8221; e &#8220;ragion di Stato&#8221;</a></p>
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		<title>Documenti</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 14:28:02 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Europa Centrale]]></category>
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		<category><![CDATA[Sud Est Europa]]></category>

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		<description><![CDATA[Rapporto sulla dittatura comunista in Romania: Rapporto Băsescu sulla dittatura comunista in Romania sintesi a cura di Davide Zaffi Rapporto sui fatti di Katyn: Katyn. Una verità storica Negata. La perizia di V. M. Palmieri a cura di Luigia Melillo, Università degli Studi di Napoli &#8220;L&#8217;Orientale&#8221;, Napoli 2009 Petizione Save Hungary&#8217;s state security archiv]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: small;">Rapporto sulla dittatura comunista in Romania</span>: <a href="http://aisseco.org/wp-content/uploads/2011/02/rapporto_basescu.pdf">Rapporto Băsescu sulla dittatura comunista in Romania sintesi a cura di Davide Zaffi</a></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: small;">Rapporto sui fatti di Katyn:</span> </span><span style="font-size: medium;"><a href="http://aisseco.org/wp-content/uploads/2011/03/Katyn.pdf">Katyn. Una verità storica Negata. La perizia di V. M. Palmieri a cura di Luigia Melillo, Università degli Studi di Napoli &#8220;L&#8217;Orientale&#8221;, Napoli 2009</a></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: small;">Petizione</span> </span><span style="font-size: medium;"><a href="http://aisseco.org/wp-content/uploads/2011/02/Ch.-Adam-dossier-Hungarian-archives.pdf">Save Hungary&#8217;s state security archiv</a><br />
</span></p>
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		<title>Katyń. Una verità storica negata</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Sep 2011 08:18:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Katyń. Una verità storica negata. La perizia di L. V. Palmieri A cura di Luigia Melillo Napoli 2009 Esattamente due anni fa per il Colloque international Katyn et la Suisse: experts et expertises medicale dans les crises humanitaires, promosso dalle facoltà di Lettere e di Medicina dell’Università di Ginevra, mi fu rivolto dal prof. Bernardino [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: large;"><a href="http://aisseco.org/wp-content/uploads/2012/09/L.-V.-Palmieri.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3216" title="L. V. Palmieri" src="http://aisseco.org/wp-content/uploads/2012/09/L.-V.-Palmieri.jpg" alt="" width="250" height="175" /></a>Katyń. Una verità storica negata. La perizia di L. V. Palmieri</span></p>
<p>A cura di Luigia Melillo<br />
Napoli 2009</p>
<p><a href="https://docs.google.com/open?id=0B6SHueyX825HOXR0aHZEc2xXY3c">Esattamente due anni fa per il Colloque international Katyn et la Suisse: experts et expertises medicale dans les crises humanitaires, promosso dalle facoltà di Lettere e di Medicina dell’Università di Ginevra, mi fu rivolto<br />
dal prof. Bernardino Fantini l’invito a relazionare sulla figura del luminare napoletano Vincenzo M. Palmieri. Si trattava ,infatti,di ricostruire, con l’apporto dei singoli docenti di Bioetica dei relativi paesi europei, le vite, segnate, degli scienziati chiamati dalla Croce Rossa Internazionale nel 1943 per una perizia che definisse la responsabilità del massacro di Katyn.<br />
La ricostruzione della figura dell’ illustre accademico Palmieri fu resa possibile solo grazie alla collaborazione dell’allievo Canfora, del successore alla cattedra di medicina legale, prof. Zangani, e della stessa famiglia Palmieri. A loro va la mia riconoscenza. Oggi il presente testo ripropone gli interventi di Ginevra in uno con la ristampa anastatica dello stesso scritto di Palmieri I Risultati dell’inchiesta su Katyn del 1943, subito fatto sparire anche dalle bibliotehce.<br />
L’Orientale, nel promuovere anche la proiezione in anteprima a Napoli del film Katyn del famoso regista polaccoWajda, intende così rendere onore ad una verità storica per più di 50 anni negata, con grave colpa della storiografia contemporanea e degli apparati politici internazionali.</a></p>
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