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	<title>AISSECO &#187; Polonia</title>
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	<description>Associazione Italiana Studi di Storia dell&#039;Europa Centrale e Orientale</description>
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		<title>Jan Karski. Una missione per l’umanità</title>
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		<pubDate>Thu, 09 May 2013 07:30:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giornata di studi &#8220;Jan Karski. Una missione per l’umanità” Lunedì 13 maggio, ore 10:30 Università degli Studi di Milano, Sala Napoleonica, Palazzo Greppi, via S. Antonio 10. La giornata di studi sarà dedicata a Jan Karski (1914-2000) , il corriere dello stato clandestino polacco e del governo in esilo della Repubblica Polacca durante la seconda [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="http://aisseco.org/wp-content/uploads/2013/05/Jan-Karski.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3916" alt="Jan Karski" src="http://aisseco.org/wp-content/uploads/2013/05/Jan-Karski-203x300.jpg" width="203" height="300" /></a>Giornata di studi &#8220;Jan Karski. Una missione per l’umanità”</h2>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lunedì 13 maggio, ore 10:30</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Università degli Studi di Milano, Sala Napoleonica, Palazzo Greppi, via S. Antonio 10.</p>
<p style="text-align: justify;">La giornata di studi sarà dedicata a Jan Karski (1914-2000) , il corriere dello stato clandestino polacco e del governo in esilo della Repubblica Polacca durante la seconda guerra mondiale. Nel 1943 Jan Karski venne inviato presso i rappresentanti degli alleati con la missione di raccontare del terrore seminato dai tedeschi in Polonia, ivi compreso il genocidio degli ebrei. Fu tra i primi a informare il mondo circa la politica tedesca di sterminio contro gli ebrei. I suoi interlocutori, purtroppo, non furono in grado di credere all’immane tragedia che si stava consumando nella Polonia occupata. Il settimanale americano «Newsweek» ha inserito Jan Karski nel novero delle figure eccellenti del ventesimo secolo, riconoscendo la missione da lui compiuta durante la guerra come una delle pietre miliari nell’etica della civiltà.</p>
<p>La giornata di studi comprende il convegno, la presentazione della prima edizione italiana del libro di <a href="http://aisseco.org/la-mia-testimonianza-davanti-al-mondo/">Jan Karski, La mia testimonianza davanti al mondo. Storia di uno stato segreto</a> (Adelphi 2013) e l’inaugurazione della mostra (aperta dal 13 Maggio al 23 Maggio 2013).</p>
<p>L’evento “Jan Karski. Una missione per l’umanità” è organizzato dal Consolato Generale della Repubblica di Polonia in Milano in collaborazione con i Dipartimenti di Lingue e Letterature Straniere dell’Università degli Studi di Milano e di Studi Storici e Museo della Storia della Polonia</p>
<p><a href="http://www.google.it/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=web&amp;cd=4&amp;ved=0CEkQFjAD&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.mediolan.msz.gov.pl%2Fit%2Fnews%2Fabbiamo_piacere_di_invitare_la_s__v__alla_giornata_di_studi__jan_karski__una_missione_per_l_umanita_%3Bjsessionid%3D1964093DFCA2DB7D83CC8BE3A305A121.cmsap1p&amp;ei=rk6LUa5gp9vsBrSigdgH&amp;usg=AFQjCNFZTk28l8NYq590LD0NnW4CvwhfzQ&amp;sig2=ChhDebTwIL04_D583-0UTA&amp;bvm=bv.46226182,d.ZGU" target="_blank">Programma</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Seminario di studio</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Apr 2013 14:48:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[LA FRATERNITÀ D’ARMI ITALO-POLACCA TRA OTTOCENTO E NOVECENTO Bergamo, Teatro Donizetti, Sala Tremaglia Sabato 4 maggio 2013 h. 14.30 – 17.30 con il patrocinio della Giunta storica nazionale Il 5 maggio 2013 ricorre il 150° anniversario della morte di Francesco Nullo, caduto quel giorno del 1863 nella battaglia di Krzykawka alla testa della spedizione partita [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="http://aisseco.org/wp-content/uploads/2013/05/LA-FRATERNITÀ-D’ARMI-ITALO-POLACCA.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3897" alt="LA FRATERNITÀ D’ARMI ITALO-POLACCA" src="http://aisseco.org/wp-content/uploads/2013/05/LA-FRATERNITÀ-D’ARMI-ITALO-POLACCA-206x300.jpg" width="206" height="300" /></a>LA FRATERNITÀ D’ARMI ITALO-POLACCA TRA OTTOCENTO E NOVECENTO</h2>
<p style="text-align: justify;">Bergamo, Teatro Donizetti, Sala Tremaglia<br />
<strong>Sabato 4 maggio 2013 h. 14.30 – 17.30</strong></p>
<p>con il patrocinio della Giunta storica nazionale</p>
<p>Il 5 maggio 2013 ricorre il 150° anniversario della morte di Francesco Nullo, caduto quel giorno del 1863 nella battaglia di Krzykawka alla testa della spedizione partita in aiuto dei polacchi insorti contro la dominazione russa. Da allora Francesco Nullo è considerato un eroe nazionale anche dai polacchi e questa circostanza ha creato nel tempo occasioni d’incontro e proficue relazioni tra i due Paesi.<br />
Il Museo storico di Bergamo, d’intesa con l’Assessorato alla cultura del Comune di Bergamo e con le altre istituzioni storiche cittadine, intende dare particolare rilievo a questa importante ricorrenza organizzando un Seminario internazionale di studi dedicato a quei momenti storici che videro Italiani e Polacchi combattere affiancati per una causa comune. Da qui, nel XIX secolo, una particolare attenzione alle vicende risorgimentali, all’unificazione italiana e alla rivolta polacca del 1863; nel XX secolo saranno invece considerate soprattutto le vicende della Seconda guerra mondiale, quando Italiani e Polacchi lottarono insieme contro i nazisti.</p>
<p>www.bergamoestoria.it</p>
<p style="text-align: justify;">PROGRAMMA</p>
<p>Introduzione e coordinamento di Claudio Visentin (Museo storico di Bergamo)</p>
<p>h.14.30 Prima sessione</p>
<p>Agostino Bistarelli (Giunta storica nazionale), L’Italia fuori d’Italia. Gli esuli del Risorgimento<br />
Anna Tylusinska-Kowalska (Università di Varsavia), La solidarietà tra Italiani e Polacchi nella Primavera dei popoli<br />
Leszek Kuk (Università Nicolò Copernico di Torun), Francesco Nullo e la collaborazione politica e militare italo-polacca tra la fine degli anni Quaranta e la fine degli anni Sessanta dell’Ottocento<br />
Adriana Bortolotti (Museo storico di Bergamo), Le molte vite di Francesco Nullo 1863-1963</p>
<p>Coffee Break</p>
<p>h.16.00 Seconda sessione</p>
<p>Andrea Trovesi (Università degli studi di Bergamo) e Lia Corna (Museo storico di Bergamo), Tra storia e memoria. Gli altri anniversari di Francesco Nullo<br />
Krzysztof Strzalka (Università Jagellonica di Cracovia), I rapporti italo-polacchi durante la Seconda guerra mondiale<br />
Krystyna Jaworska (Università di Torino), Il Secondo Corpo polacco del gen. Anders.<br />
Marco Patricelli (Università di Chieti), Gli Italiani di Anders. La brigata Maiella nella Guerra di liberazione</p>
<p>A seguire, alle h.18.00</p>
<p>Conferenza di Mario Isnenghi (Università di Venezia), Diversamente giovani… e socialmente utili. Gli eroi. Introduce Carlo Salvioni (Amici del Museo storico di Bergamo).</p>
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		<title>Convegno italo-polacco</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Apr 2013 15:46:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Convegno italo-polacco Ricordare il 2° Corpo Polacco in Italia (1943-1946) Inter arma non silent musae 23 e 24 aprile 2013 Roma, Sede dell&#8217;Accademia polacca delle Scienze di Roma, in vicolo Doria 2, Palazzo Doria (piazza Venezia) Organizzatori: Fondazione Romana J.S. Umiastowska e Accademia polacca delle Scienze di Roma. DALLA POLONIA ALL’ITALIA. Le origini del II [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="http://aisseco.org/wp-content/uploads/2013/03/Accademia-polacca-delle-scienze.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3781" alt="Accademia polacca delle scienze" src="http://aisseco.org/wp-content/uploads/2013/03/Accademia-polacca-delle-scienze-300x77.jpg" width="300" height="77" /></a>Convegno italo-polacco</h2>
<h2>Ricordare il 2° Corpo Polacco in Italia (1943-1946)</p>
<p>Inter arma non silent musae</h2>
<p><strong>23 e 24 aprile 2013 Roma</strong>,</p>
<p>Sede dell&#8217;Accademia polacca delle Scienze di Roma, in vicolo Doria 2, Palazzo Doria (piazza Venezia)</p>
<p>Organizzatori:<br />
Fondazione Romana J.S. Umiastowska e Accademia polacca delle Scienze di Roma.</p>
<p><a href="http://www.cultura.marche.it/cultura/mostraguerra/storia.asp" target="_blank">DALLA POLONIA ALL’ITALIA. Le origini del II Corpo d’Armata polacco di Giuseppe Campana e Raimondo Orsetti</a></p>
<p><strong>poloniaeuropae   n. 1/2010</strong><br />
<strong>Ricordare la seconda guerra mondiale</strong>: <a href="http://www.poloniaeuropae.eu/indice-n1-2010/" target="_blank">L’ODISSEA DEL SECONDO CORPO D’ARMATA POLACCO</a></p>
<p><strong>Programma</strong></p>
<p>23 aprile</p>
<p>Sessione di apertura</p>
<p>Il 2° Corpo Polacco – “luogo della memoria”</p>
<p>ore 15:00-15:30</p>
<p>Benvenuto</p>
<p>Ambasciatore della Repubblica di Polonia S. E. Wojciech Ponikiewski</p>
<p>Direttore dell’Accademia Polacca a Roma prof. Piotr  Salwa</p>
<p>Presidente della Fondazione Romana J. S. Umiastowska Stanisław A. Morawski</p>
<p>ore 15:30-19:30</p>
<p>Prima Parte: Ricerche e testimonianze</p>
<p>Presiede: Prof. Piotr Salwa, Direttore dell’Accademia Polacca delle Scienze a Roma</p>
<p>Intervengono:</p>
<p>Krzysztof Strzałka (Cracovia), Il 2° Corpo Polacco in Italia nel contesto internazionale 1944-1946: nuove testimonianze, nuovi documenti</p>
<p>Krystyna Jaworska (Torino), Aspetti meno noti dell’attività del 2° Corpo Polacco in Medio Oriente e in Italia</p>
<p>Pausa</p>
<p>Justyna Chłap-Nowak (Cracovia), Tra armi e politica: gli ultimi anni di guerra nella poesia del 2° Corpo Polacco</p>
<p>Zdzisław Kudelski (Lublino), Józef Czapski, Jerzy Giedroyc, Gustaw Herling Grudziński e gli anni italiani della rivista “Kultura”</p>
<p>Pietro Rogacien (Aquino), Il Centro di informazione presso il Cimitero Militare Polacco di Montecassino: il progetto e lo stato di avanzamento dei lavori</p>
<p>Wojciech Narębski (Cracovia), La storia del 2° Corpo polacco: un bilancio per nuove ricerche</p>
<p>Discussione finale</p>
<p>24 aprile</p>
<p>Seconda Sessione</p>
<p>Il lavoro di memoria: tra archivi e testimonianze</p>
<p>ore 9:30-11:00</p>
<p>Seconda parte: Tracce e testimoni</p>
<p>Presiede: Paolo Morawski, (Roma)</p>
<p>Tavola rotonda: Ricostruire e divulgare le memorie del 2° Corpo Polacco in Italia tra storia locale e grande storia: difficoltà e opportunità</p>
<p>Moderatore: Marco Patricelli (Roma)</p>
<p>Intervengono: Francesco Ambrico (Matera), Giuseppe Campana (Ancona), Enzo Casadio (Faenza), Mario Fratesi (Ancona), Dorota Kulawiak (Imola),</p>
<p>Cristina Martinelli (Casarano, Lecce), Maurizio Nowak (Forlì), Gian Pietro Panziera (Trecenta, Rovigo), Gianluca Vernole (Casamassima, Bari).</p>
<p>Pausa</p>
<p>ore 11:30 – 12.00</p>
<p>Il 2° Corpo ricordato dal di dentro</p>
<p>Testimonianze di S.E. Mons. Szczepan Wesoły (Roma), Eryk Jankowski (Roma)</p>
<p>ore 12:00 – 12:45</p>
<p>Dai ricordi personali alla storia narrata dagli storici: discrepanze e convergenze</p>
<p>Intervengono:</p>
<p>Hieronim Fokciński SJ (Roma), Il retroscena di una pubblicazione</p>
<p>Ewa Prządka (Varsavia), Incontri con i soldati del 2° Corpo</p>
<p>Marta Herling (Napoli), Gustaw Herling e il 2° Corpo: riflessioni, memorie, interpretazioni</p>
<p>Discussione finale</p>
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		<title>La mia testimonianza davanti al mondo</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Mar 2013 15:32:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Jan Karski La mia testimonianza davanti al mondo «Racconti tutto ciò di cui ha fatto esperienza personale, tutto ciò che ha visto e udito. Riporti i fatti e lasci che chi ascolta possa trarre le sue conclusioni»: con questo viatico il premier del governo polacco in esilio mandò Jan Karski a informare i grandi della [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://aisseco.org/wp-content/uploads/2013/03/La-mia-testimonianza-davanti-al-mondo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3777" alt="La mia testimonianza davanti al mondo" src="http://aisseco.org/wp-content/uploads/2013/03/La-mia-testimonianza-davanti-al-mondo-189x300.jpg" width="189" height="300" /></a>Jan Karski</strong></p>
<h2 style="text-align: justify;">La mia testimonianza davanti al mondo</h2>
<p style="text-align: justify;">
«Racconti tutto ciò di cui ha fatto esperienza personale, tutto ciò che ha visto e udito. Riporti i fatti e lasci che chi ascolta possa trarre le sue conclusioni»: con questo viatico il premier del governo polacco in esilio mandò Jan Karski a informare i grandi della terra di quello che accadeva agli ebrei nel suo Paese, e di come i polacchi non avessero mai smesso di lottare. Il giovane ex ufficiale di riserva dell’esercito polacco, unitosi alla resistenza nel 1939, aveva compiuto infatti un’impresa inaudita: era riuscito a infiltrarsi nel ghetto di Varsavia e nel campo di sterminio di Bełzec – e, cosa ancora più inaudita, era riuscito a venirne fuori. Il suo compito, quindi, era uno solo: testimoniare. Cosa che fece: ma senza essere creduto. Forse perché al Rapporto Karski (che pure fu consegnato a politici, giornalisti, artisti, alti prelati, giudici della Corte Suprema, nonché al ministro degli Esteri inglese e al presidente Roosevelt) era, alla lettera, impossibile credere: giacché il cervello umano (come dirà lo stesso Karski a Claude Lanzmann, il regista di Shoah) «non può andare oltre un certo limite». O perché, per motivi squisitamente strategici, si scelse di non credere. La questione resta tuttora aperta. Questo libro però non racconta soltanto ciò che conteneva quel rapporto, ma tutte le avventure da lui vissute nel corso della guerra (e per le quali usare l’aggettivo rocambolesche è quasi un eufemismo): l’arresto da parte dei sovietici, che poi lo consegnano ai tedeschi; la prima evasione; le missioni di collegamento con il governo in Francia; l’arresto da parte della Gestapo e le torture subite; la seconda evasione da un ospedale a opera della resistenza; la sua missione di testimonianza. Tutti «fatti», appunto, che vengono narrati senza alcuna enfasi, in uno stile asciutto e laconico – e proprio per questo tanto più efficace.</p>
<p style="text-align: justify;">
<a href="http://www.adelphi.it/anteprima/200" target="_blank">Adelphi Edizioni</a></p>
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		<title>Ricchezza e dannazione</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Mar 2013 08:37:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sandra Cavallucci Ricchezza e dannazione. L’affaire del carbone nell’alta slesia polacca, 1919-1939  Il volume tratta di un aspetto particolare e spesso trascurato della storia europea: la questione dell’Alta Slesia nel periodo tra le due guerre mondiali. Nella regione, conosciuta per l’abbondanza di combustibile fossile (ricchezza e dannazione della zona), dal 1919 si intersecarono interessi economici, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://aisseco.org/wp-content/uploads/2013/03/ricchezza-e-dannazione.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3681" alt="ricchezza e dannazione" src="http://aisseco.org/wp-content/uploads/2013/03/ricchezza-e-dannazione.jpg" width="203" height="274" /></a>Sandra Cavallucci</strong></p>
<h2>Ricchezza e dannazione. L’affaire del carbone nell’alta slesia polacca, 1919-1939</h2>
<p style="text-align: justify;"> Il volume tratta di un aspetto particolare e spesso trascurato della storia europea: la questione dell’Alta Slesia nel periodo tra le due guerre mondiali. Nella regione, conosciuta per l’abbondanza di combustibile fossile (ricchezza e dannazione della zona), dal 1919 si intersecarono interessi economici, politici, commerciali e considerazioni di natura generale sull’assetto europeo del dopoguerra. Infatti, le decisioni sull’attribuzione dell’area (alla Polonia o alla Germania) avrebbero alterato i delicati equilibri continentali, soprattutto in relazione al problema tedesco. Con tre insurrezioni sullo sfondo, il destino dell’Alta Slesia fu infine affidato al voto popolare, a seguito del quale la regione fu divisa tra la Polonia e la Germania secondo le indicazioni del plebiscito ma senza alcun riguardo per le logiche produttive ed economiche che si erano consolidate nel tempo. Nei venti anni tra le due guerre mondiali, la porzione di Alta Slesia che fu ceduta alla Polonia fu teatro di un conflitto costante per il controllo delle risorse locali. La Polonia, che aveva ottenuto la maggior parte del bacino industriale, si trovò fare i conti con i naturali vincoli strutturali e di proprietà che legavano la carbosiderurgia slesiana alla Germania, tentando di “polonizzare” l’area sostituendo il più possibile i capitali tedeschi. Il volume ripercorre le tappe fondamentali di quei venti anni per l’economia dell’Alta Slesia orientale, mettendo a fuoco i cambiamenti nei rapporti di proprietà alla luce dell’andamento del mercato internazionale del carbone. Il risultato della “polonizzazione” rimase comunque limitato e, nel settembre 1939, l’Alta Slesia fu uno dei primi obiettivi dell’aggressione tedesca. Il 1939 fu però anche l’ultimo anno in cui il bacino geologico fu diviso: esso tornò prima a far parte della Germania per poi essere trasferito definitivamente alla Polonia nel secondo dopoguerra, con l’eliminazione dei residui della presenza tedesca nell’industria regionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Aracne editrice</p>
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		<title>L’Italia e il blocco sovietico fra antagonismo politico e cooperazione economica</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Feb 2013 09:25:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Stefano Bottoni]]></category>
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		<category><![CDATA[Valentina Fava]]></category>

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		<description><![CDATA[StoricaMente Numero 9 &#8211; 2013  L’Italia e il blocco sovietico fra antagonismo politico e cooperazione economica I saggi del dossier presentano quattro ricerche, sviluppatesi autonomamente negli ultimi anni ma legate da un intreccio di tematiche e visioni interpretative comuni, il cui obiettivo è di contribuire al rinnovamento tematico e metodologico della ricerca sulla guerra fredda [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://aisseco.org/wp-content/uploads/2013/03/Storicamente_Bottoni.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3707" alt="Storicamente_Bottoni" src="http://aisseco.org/wp-content/uploads/2013/03/Storicamente_Bottoni-250x300.jpg" width="250" height="300" /></a>StoricaMente Numero 9 &#8211; 2013<br />
</strong></p>
<h2><a href="http://www.storicamente.org/07_dossier/est/italia_urss.htm" target="_blank"> L’Italia e il blocco sovietico fra antagonismo politico e cooperazione economica</a></h2>
<p style="text-align: justify;">I saggi del dossier presentano quattro ricerche, sviluppatesi autonomamente negli ultimi anni ma legate da un intreccio di tematiche e visioni interpretative comuni, il cui obiettivo è di contribuire al rinnovamento tematico e metodologico della ricerca sulla guerra fredda e la posizione dell’Italia nel sistema internazionale postbellico, che rappresenta una tematica centrale per lo studio dell’Italia contemporanea, un paese profondamente diviso che si trovò dopo il 1948 in prima linea nel confronto ideologico Est-Ovest, del quale ebbe a soffrire ma anche a beneficiare per decenni. I saggi che sottoponiamo all’attenzione del lettore spaziano dall’indagine delle relazioni internazionali alla storia politica ed economica e si concentrano sulle strategie italiane di adattamento agli equilibri della guerra fredda.</p>
<p><strong>Indice</strong></p>
<p>Stefano Bottoni<br />
Premessa</p>
<p>Stefano Santoro<br />
Partito comunista italiano e &#8220;socialismo reale&#8221;<br />
I casi romeno e polacco</p>
<p>Stefano Bottoni<br />
I rapporti commerciali italo-ungheresi durante la guerra fredda<br />
Convergenze parallele?</p>
<p>Valentina Fava<br />
La Fiat e la AutoVAZ di Togliatti<br />
Alla ricerca del fordismo perduto</p>
<p>Alessandro Salacone<br />
Le relazioni italo-sovietiche nel decennio 1958-1968<br />
Uno sguardo da Mosca</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>CfP: Représentations transnationales de la fuite et de l’expulsion des Allemands après la seconde guerre mondiale</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Dec 2012 10:38:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Représentations transnationales de la fuite et de l’expulsion des Allemands après la seconde guerre mondiale Allemagne – Pologne – République tchèque et Slovaquie Date limite pour l’envoi des propositions : 15 février 2013 epuis une quinzaine d’années, les événements de la fuite et de l’expulsion des Allemands des territoires de l’Est à la fin de [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: large;"><a href="http://aisseco.org/wp-content/uploads/2012/12/Cecille.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3542" title="Cecille" src="http://aisseco.org/wp-content/uploads/2012/12/Cecille-300x90.jpg" alt="" width="300" height="90" /></a>Représentations transnationales de la fuite et de l’expulsion des Allemands après la seconde guerre mondiale</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Allemagne – Pologne – République tchèque et Slovaquie</span></p>
<p><strong>Date limite pour l’envoi des propositions : 15 février 2013</strong></p>
<p>epuis une quinzaine d’années, les événements de la fuite et de l’expulsion des Allemands des territoires de l’Est à la fin de la seconde guerre mondiale occupent l’espace public en Allemagne. Le colloque souhaite s&#8217;interroger sur les représentations littéraires, artistiques, médiatiques et muséographiques de ces événements dans une perspective transnationale, en incluant la réception de ces événements dans les principaux pays voisins concernés : Pologne – République tchèque et Slovaquie. Il s&#8217;inscrit ainsi dans une tendance à lire ces événements dans une perspective européenne des migrations et déplacements de population.</p>
<p>Annonce</p>
<p>Université Charles de Gaulle – Lille 3 / Laboratoire CECILLE, Colloque international, 20-22 mars 2014 : Représentations transnationales de la fuite et de l’expulsion des Allemands après la Seconde Guerre mondiale (Allemagne – Pologne – République tchèque et Slovaquie)<br />
Argumentaire</p>
<p>Depuis une quinzaine d’années, les événements de la fuite et de l’expulsion des Allemands des territoires de l’Est à la fin de la Seconde Guerre mondiale occupent l’espace public en Allemagne de façon massive. Le nouveau contexte géopolitique après la chute du Mur et l’ouverture des archives dans les pays de l’Est ont peu à peu conduit dans les années 1990 à un regain d’intérêt pour ces événements touchant à la fois l’histoire allemande, mais également centre-européenne et européenne. Les historiens s’accordent à dire qu’une histoire de la fuite et de l’expulsion, conçue comme conséquence de l’agression nazie,  fait désormais consensus.</p>
<p>Au niveau politique, les prises de position de l’Association des anciens expulsés en faveur de la création d’un « signe visible » à la mémoire des expulsés, n’ont pas manqué de heurter la sensibilité des pays voisins concernés par cette histoire commune, comme la Pologne, la République tchèque et la Slovaquie, conduisant le gouvernement de la République fédérale à se saisir de cette problématique et à l’inscrire dans un dialogue européen. Parallèlement à ces initiatives politiques, la thématique affirme sa présence dans le domaine culturel, dans la littérature, le cinéma, à la télévision, dans les médias, dans les musées et expositions. Si l’on n’a pas manqué de souligner l’importance de la victimisation des Allemands dans les récents débats et dans les représentations culturelles de ces événements (les Allemands se considérant désormais comme victimes de la guerre et non plus seulement comme coupables), on peut également s’interroger sur la tendance – peut-être une conséquence de ce premier constat – à lire ces événements dans une perspective transnationale. Ils s’inscriraient ainsi dans l’histoire européenne, voire mondiale des déplacements, expulsions et génocides, entre les déplacements de population pendant la Première Guerre mondiale et le génocide arménien d’un côté, et la guerre en ex-Yougoslavie et les camps de réfugiés dans l’Afrique de nos jours, de l’autre. Si cette tendance à l’universalisation recèle le danger d’un relativisme historique, il apparaît néanmoins que l’histoire de la fuite et de l’expulsion des Allemands ne peut plus être considérée aujourd’hui dans sa seule dimension nationale et que les questions qu’elle soulève, afférentes aux déplacements de populations et aux migrations en général, dépassent ce cadre limité.</p>
<p>Au-delà de l’Allemagne, le présent colloque souhaite élargir le périmètre de perception de la fuite et de l’expulsion aux pays d’Europe centrale concernés : la Pologne, la République tchèque et la Slovaquie. Si le colloque s’intéresse principalement à la représentation des événements historiques dans la littérature, les arts, les médias, les musées et les expositions, surtout après 1989, il est néanmoins nécessaire d’accorder une place à l’historiographie du temps présent des différents pays concernés, notamment en s’interrogeant sur les nouvelles approches historiographiques.</p>
<p>Concernant les représentations, on pourrait se demander comment différentes générations d’auteurs et d’artistes perçoivent-ils ces événements dans les différents pays, quels retentissements ces événements ont-ils dans la presse, quels débats provoquent-t-ils, qu’en est-il de leur muséalisation ?  Le débat est ouvert en Allemagne, est-il pertinent pour les autres pays ? De manière générale, quelles visions et quelles images transmettent la littérature, le cinéma, les arts, les médias de l’événement historique, sous quel angle est-il perçu, quelles sont les différentes perspectives nationales ? Quelle image est donnée de l’Autre et de sa culture, dans quelle mesure cette image influe-t-elle sur les rapports actuels entre les différents pays ? Comment est perçu l’espace désormais occupé par l’Autre, comment se le réapproprie-t-on (le motif du retour sur les lieux, du voyage) ? Dans quelle mesure ces territoires sont-ils encore porteurs d’une double culture, de mélanges culturels, et comment cela se ressent-il ?  On pourra s’interroger sur une possible utilisation des outils conceptuels des études postcoloniales : la question des mélanges culturels, de l’hybridité, de l’emplacement de la culture, de leur superposition et interaction dans des espaces autrefois partagés.</p>
<p>Dans ce contexte, il faut également tenir compte du fait que les déplacements de population dans cet espace géographique ne concernaient pas seulement les Allemands. Au même moment, la Pologne par exemple a subi un glissement vers l’Ouest de ses frontières, recouvrant des territoires autrefois allemands, mais perdant une partie de ses territoires orientaux occupés par l’Union soviétique. Ainsi, une partie de la population polonaise fut elle-même expulsée et contrainte de s’installer sur les territoires laissés par les Allemands. Y a-t-il des représentations, y a-t-il une conscience de cette double histoire ?</p>
<p>En décloisonnant le questionnement dans une perspective européenne, le colloque souhaite également soulever la question des possibles répercussions de ces événements et de leurs représentations dans la construction d’identités et de mémoires en Europe centrale. Le contexte historique implique en effet des relations culturelles multiples liées aux différents flux migratoires dans cet espace, de même que le croisement de mémoires différentes. Dans quelle mesure une réflexion sur ces événements peut-elle œuvrer dans le sens de la construction d’une mémoire commune en Europe centrale ?</p>
<p>Le colloque souhaite rassembler des spécialistes des différentes disciplines (littérature, arts, cinéma, médias, muséologie, etc.) et des différentes aires culturelles concernées par la thématique. Les propositions dans une perspective comparatiste sont particulièrement bienvenues. La période retenue est celle d’après 1989, sans exclure des interventions sur la période antérieure.<br />
Modalités de participation</p>
<p>Date limite pour l’envoi des propositions : 15 février 2013</p>
<p>Vous pouvez envoyer votre proposition (une page maximum) ainsi qu’une notice biobibliographique avant le 15 février 2013 à</p>
<p>Carola Hähnel-Mesnard, maître de conférences en littérature allemande, Université Lille 3 (carola.hahnel-mesnard [dot] univ-lille3.fr)<br />
Dominique Herbet, professeur de civilisation allemande, Université Lille 3 (dominique.herbet [dot] @univ-lille3.fr)</p>
<p>Langues du colloque : français, allemand<br />
Comité scientifique</p>
<p>Pascal Fagot, professeur, Université de Strasbourg<br />
Carola Hähnel-Mesnard, maître de conférences, Université Lille 3<br />
Dominique Herbet, professeur, Université Lille 3<br />
Maryla Laurent, professeur, Université Lille 3<br />
Bill Niven, professeur, Nottingham Trent University<br />
Gwénola Sébaux, maître de conférences HDR, Université Catholique de l’Ouest, Angers<br />
Jérôme Vaillant, professeur, Université Lille 3</p>
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		<title>Mniejszności religijne w Polsce.</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Dec 2012 10:31:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Pubblichiamo la recensione a cura di Alessandro Vitale del libro di Andrzej RYKAłA Mniejszności religijne w Polsce Mniejszności religijne w Polsce. Geneza, struktury przestrenne, tło etniczne (Le minoranze religiose in Polonia. Genesi, strutture regolatrici, sfondo etnico), Wydawnictwo Uniwersytetu Łodzkiego, Łodz, Polonia. &#8220;L’opera di Andrzej Rykała, Professore Aggiunto presso la Cattedra di Geografia Politica e di [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://aisseco.org/wp-content/uploads/2012/12/Mniejsznosci-religijne-w-Polsce.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3539" title="Mniejsznosci religijne w Polsce" src="http://aisseco.org/wp-content/uploads/2012/12/Mniejsznosci-religijne-w-Polsce-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a>Pubblichiamo la recensione a cura di<strong> Alessandro Vitale</strong> del libro di Andrzej RYKAłA<em> Mniejszności religijne w Polsce Mniejszności religijne w Polsce. Geneza, struktury przestrenne, tło etniczne</em> (Le minoranze religiose in Polonia. Genesi, strutture regolatrici, sfondo etnico), Wydawnictwo Uniwersytetu Łodzkiego, Łodz, Polonia.</p>
<p>&#8220;<a href="https://docs.google.com/open?id=0B6SHueyX825HbFRtR3o4VkZHYjg">L’opera di Andrzej Rykała, Professore Aggiunto presso la Cattedra di Geografia Politica e di Studi Regionali dell’Università di Łodz è un lavoro monumentale di grande importanza per lo studio, determinante nell’Europa Centrale e Orientale, delle minoranze etnoreligiose. È un vero e proprio manuale-atlante, completo e dettagliato, profondo nell’analisi, di quel tessuto &#8211; molto più composito e frastagliato di quanto non si creda &#8211; della presenza geografica di minoranze religiose in un Paese ricco di differenze e di componenti culturali come la Polonia.&#8221;</a></p>
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		<title>CfP: Assessing the Impact of World War Second on Eastern Europe and the Soviet Union</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Nov 2012 09:31:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Assessing the Impact of World War Second on Eastern Europe and the Soviet Union Conference venue: Princeton University (New Jersey,USA) Period: Apr 19-20, 2013 Deadline for submitting full papers: Jan 15, 2013 The conference &#8220;Assessing the Impact of World War Second on Eastern Europe and the Soviet Union&#8221; speaks about the Second World War that [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: large;"><a href="http://aisseco.org/wp-content/uploads/2012/11/Princeton-University-New-JerseyUSA.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3444" title="Princeton University (New Jersey,USA)" src="http://aisseco.org/wp-content/uploads/2012/11/Princeton-University-New-JerseyUSA-300x42.jpg" alt="" width="300" height="42" /></a>Assessing the Impact of World War Second on Eastern Europe and the Soviet Union</span></p>
<p>Conference venue: Princeton University (New Jersey,USA)<br />
Period: Apr 19-20, 2013<br />
<strong>Deadline for submitting full papers: Jan 15, 2013</strong></p>
<p>The conference &#8220;Assessing the Impact of World War Second on Eastern Europe and the Soviet Union&#8221; speaks about the Second World War that had transformed Eastern Europe and the Soviet Union. German dreams of racial purity in the East resulted in mass death, displacement, and the near total eradication of East European Jewry. The defeat of Hitler’s Reich enabled the Soviets to extend their own empire in Eastern Europe, as the advancing Red Army brought new territories under Moscow’s control. The enormity of the war’s impact is widely known – and as a result rarely examined in detail.<br />
This conference sets out to consider how the experience of war shaped the postwar order. What opportunities did the war foreclose, and which did it create? What prewar practices survived or reappeared at war’s end? What new habits emerged, and which of these were ultimately suppressed?<br />
They will focus on Eastern Europe and the Soviet Union because their shared wartime history set them apart. This was the main theater of fighting, the epicenter of the Holocaust, and the site of the confrontation between communism and fascism. At the same time, the experience of war was highly differentiated across the region. Some countries were occupied by both Nazi and Soviet troops (Poland, the Baltic States), while others escaped either Nazi (Romania) or Soviet (Yugoslavia) occupation. Some states were German allies during the war; others had puppet regimes installed on their territory; most of the Soviet Union avoided any direct fighting. To what extent did these divergent trajectories produce different postwar outcomes?</p>
<p>Professor Kate Brown (University of Maryland, Baltimore County) will deliver the keynote address.<br />
Selections will be made by late January 2013. Final papers (10-12 pages) will be due three weeks before the conference. They will be circulated among the participants, to be read in advance of the conference. The university will provide accommodation for two nights. We can make only modest contributions towards travel expenses, and ask all participants to apply for travel funding at their home institutions.</p>
<p>Eligible topics for the conference</p>
<p>Papers can address the follewing topics:</p>
<p>Ghosts of War: the war killed millions of people and annihilated East European Jewry; how was their absence felt in the postwar era?; how were the dead remembered, commemorated, instrumentalized?; did they continue to “haunt” postwar communities and societies?;<br />
War as Revolution: did wartime leveling facilitate the construction of postwar communism (as Jan Gross has suggested)?; did it promote particular economic and political structures?; what patterns of social mobility did the war create?;<br />
A Continent on the Move: millions of people moved during the war and in the immediate postwar years, whether as soldiers, refugees, prisoners of war, or forced laborers; how did movement reconfigure individual and collective identities?; to what extent did it reorient social and political networks?;<br />
Transitions to Peacetime: how did soldiers and prisoners of war adjust to the postwar order?; how did women’s roles change at the war’s end?; were wartime behaviors suppressed, redirected, internalized?;<br />
Nation, Socialism, and Empire: to what extent did the war redefine national identities?; did the Nazi and Soviet occupations unite or divide the region?; how did the breakdown of nation-states during the war shape postwar nationalist movements, and how did these square with the creation of socialist states?;<br />
The Legacy of War: how was the war remembered, represented, and commemorated?; what narratives did individuals and collectivities construct about the war?; to what extent did official and personal narratives conflict, overlap, or conflate, and how did this affect the relationship between state and society?.</p>
<p>Guidelines for submission</p>
<p>Princeton University invites papers from advanced graduate students and junior scholars in all disciplines who are working on the countries of Eastern Europe (including Germany, Austria, and Greece) and the former Soviet Union.<br />
They are particularly interested in comparative papers that address multiple countries or regions; papers that link the prewar and postwar eras; and those that undertake interdisciplinary work.<br />
Applicants should submit an abstract (300 words) and a short CV (2-3 pages) to impactofwarconference@gmail.com by January 15, 2013.<br />
Organizer</p>
<p>Princeton University</p>
<p>Information &amp; contacts</p>
<p>Ms Franziska Exeler<br />
History Department<br />
Princeton University<br />
e-mail: fexeler@princeton.edu</p>
<p>or</p>
<p>Mr Kyrill Kunakhovich<br />
Princeton University<br />
e-mail: kkunakho@princeton.edu</p>
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		<title>Bilder vom ‘Anderen’ in Mittel- und Osteuropa. Kontinuität und Wandel wechselseitiger Wahrnehmungen zwischen 1968 und 1989</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Nov 2012 20:54:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Bilder vom ‘Anderen’ in Mittel- und Osteuropa. Kontinuität und Wandel wechselseitiger Wahrnehmungen zwischen 1968 und 1989 [Images de l'Autre en Europe centrale et orientale. Continuité et changement des perceptions réciproques entre 1968 et 1989] 15-17 November 2012 Deutsches Historisches Institut, Palac Karnickich, Aleje Ujazdowskie 39, 00-540 Warszawa Deutsches Historisches Institut Warschau (DHI Warschau); Europäisches Netzwerk [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: large;"><a href="http://aisseco.org/wp-content/uploads/2012/11/Bilder-vom-‘Anderen’-in-Mittel-und-Osteuropa1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3412" title="Bilder vom ‘Anderen’ in Mittel- und Osteuropa" src="http://aisseco.org/wp-content/uploads/2012/11/Bilder-vom-‘Anderen’-in-Mittel-und-Osteuropa1-147x300.jpg" alt="" width="147" height="300" /></a>Bilder vom ‘Anderen’ in Mittel- und Osteuropa. Kontinuität und Wandel wechselseitiger Wahrnehmungen zwischen 1968 und 1989</span></p>
<p>[Images de l'Autre en Europe centrale et orientale. Continuité et changement des perceptions réciproques entre 1968 et 1989]</p>
<p><strong>15-17 November 2012</strong></p>
<p>Deutsches Historisches Institut, Palac Karnickich, Aleje Ujazdowskie 39, 00-540 Warszawa</p>
<p>Deutsches Historisches Institut Warschau (DHI Warschau); Europäisches Netzwerk Erinnerung und Solidarität (ENRS); Institut für Politische Studien der Polnischen Akademie der Wissenschaften (ISP PAN); Technische Universität Chemnitz (TU Chemnitz); Institut für Kultur und Geschichte der Deutschen in Nordosteuropa e.V. (IKGN) an der Universität Hamburg-Nordost-Institut</p>
<p>Die beiden Jahrzehnte zwischen der Niederschlagung des Prager Frühlings 1968 und dem Fall der kommunistischen Regime in Mittel- und Osteuropa 1989 waren von einer Vielfalt politischer, sozialer, kultureller, religiöser und anderer Vorstellungen geprägt, die einerseits von innergesellschaftlichen Entwicklungen, andererseits aber auch durch Ereignisse in den Nachbarländern beeinflusst wurden. Wachsende grenzüberschreitende Eindrücke und Erfahrungen-innerhalb der Gesellschaften und darüber hinaus-führten zu einer allmählichen Horizonterweiterung und einer Ausdifferenzierung von Denk- und Verhaltensweisen sowie zu einer entsprechend komplexeren Wahrnehmung fremder Positionen. Auf der Konferenz sollen diese Veränderungen der “Bilder vom Anderen” sowohl im eigenen Land als auch gegenüber dem Ausland nachgezeichnet werden. Mit dem Begriff des “Anderen” sind soziale Schichten, Gruppen und Individuen gemeint, die für den jeweiligen Betrachter relevant waren. Dies gilt sowohl für Mitglieder derselben Gesellschaft als auch für Angehörige anderer Nationen-sei es innerhalb des eigenen Bündnisses oder über den Eisernen Vorhang hinweg. Die Konferenz soll die Vielschichtigkeit der diesen Bildern und ihren Veränderungen zugrundeliegenden gesellschaftlichen Kommunikations prozesse zeigen wie auch die Mannigfaltigkeit an Kontakten staatlicher und nichtstaatlicher Akteure etwa in den Bereichen Kultur, Medien, Politik, Wirtschaft, Bildung und Sport dokumentieren. Ein besonderes Augenmerk der Tagung gilt dem Kulturtransfer über System- und Landesgrenzen hinweg.</p>
<p>Insbesondere mit Hilfe der Perspektive “von unten” sollen gesellschaftliche Kontakte und Begegnungen untersucht werden, bei denen langlebige Bilder und kulturelle Muster interferierten. Im Ergebnis erhoffen wir uns neue Erkenntnisse über das Leben und die Weltsicht der europäischen Nationen im Kalten Krieg.</p>
<p><a href="http://www.dhi.waw.pl/fileadmin/user_upload/_temp_/Flyer_DE_01.pdf" target="_blank">Program</a></p>
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